Una bella verità: nel pubblico si può guadagnare bene. Forse non subito, ma se sei bravo e hai uno spirito tattico, gli incentivi alle funzioni tecniche – sì, quelli del 2% sulla base di gara – possono trasformare una carriera nella PA locale in qualcosa di sorprendente.
Il punto di partenza: cos’è il 2% (e dove va)
L’istituto è semplice: ogni gara per lavori, servizi o forniture (sempre esclusa l’IVA) porta con sé un piccolo “tesoro”, pari al 2% dell’importo posto a base di gara. Di quel tesoro:
- L’80% spetta al personale tecnico (RUP, DEC e collaboratori) come incentivo diretto.
- Il restante 20% serve a finanziare strumenti innovativi, formazione e assicurazioni obbligatorie.
Facciamo un esempio classico: una procedura di lavori pubblici con importo pari a 1.000.000€
Con 1 milione di euro a base d’asta si hanno 20.000 € di incentivi in totale. Di cui 16.000 € per i lavoratori coinvolti, mentre 4.000 € restano all’ente per la cd. quota innovazione.
Come si suddivide davvero quel 16.000 €
Gli enti di solito adottano un apposito regolamento, ma oggi basta un atto a valenza generale, concordato in contrattazione. Tipicamente si struttura così:
- Progettazione (fase iniziale): il 30 % (~4.800 €)
- Affidamento (gare e stipula contratti): attorno al 20 % (es. 15 % gare = 2.400 €, 5 % contratti = 800 €)
- Esecuzione (direzione lavori, collaudo): spesso la quota più grossa, diciamo il 50 % → 8.000 €
Poi può esserci una sorpresa in più: se l’ente usa una centrale di committenza (CUC o SUA), può destinare a quella struttura fino al 25% del 2%, quindi, su 1 M €, fino a ulteriori 5.000 €
Oltre il tetto degli incentivi
Abbiamo visto che gli incentivi possono addirittura raddoppiare lo stipendio (👉 [scopri quanto guadagna davvero un funzionario di un ente locale]), ma… in certi casi si può andare oltre! 💥
Per legge, infatti, gli incentivi non possono mai farti superare il tuo stipendio annuo lordo complessivo. Non importa se segui 2 gare o 20: il tetto massimo resta quello.
Ma c’è un’eccezione interessante: se il Comune usa strumenti digitali avanzati come il BIM (Building Information Modeling), il limite può salire fino a +15%.
Risultato? Un RUP tecnico che è anche Posizione Organizzativa potrebbe – tra stipendio, incentivi e contrattazione – arrivare facilmente a superare i 100.000 € di RAL. Si hai letto bene. 6 cifre … tutte legittime!
Immagina: sei RUP e per ogni milione di lavori che gestisci incassi di fatto una “busta paga extra” di 16.000 €. Se fai il bravo con 2 procedure in un anno, hai 32.000€ addizionali. Se poi ottieni anche la posizione organizzativa (PO) e innovi con strumenti digitali… il modello inizia a viaggiare su cifre che sorprendono.
🎯 Perché ci sono gli incentivi?
Per trattenere i talenti e tenere alta la motivazione. Premiano chi porta a casa le gare, e lo fanno in modo chiaro: più valore gestisci, più guadagni.
💡 Non solo RUP tecnici
Anche il personale degli Uffici Gare può puntare in alto. Come? Con la quantità. Se un RUP incontra dei limiti materiali al numero di procedure che può seguire, un ufficio gare ha una soglia ben più alta perché segue le procedure di tutti i RUP dell’Ente!
📊 Come arrivare alle sei cifre?
Non basta il caso, serve metodo e strategia. Da un lato ci sono le competenze personali: capacità tecniche, organizzative e gestionali che ti rendono un punto di riferimento. Dall’altro, ci sono scelte di carriera mirate:
- Settore giusto: un ufficiale d’anagrafe non potrà mai ricevere incentivi tali da raddoppiare la RAL; un RUP o un funzionario gare, invece, sì. In genere la retribuzione aumenta con l’aumentare delle responsabilità.
- Luogo di lavoro giusto: ci sono piccoli borghi che realizzano un numero sorprendente di lavori pubblici, dove il RUP è spesso l’unico tecnico e può gestire tutto. Al contrario, esistono enti anche più grandi dove è difficile emergere o dove gli incentivi sono distribuiti in modo meno premiante.
- Cultura organizzativa: alcuni enti valorizzano il merito e permettono di raggiungere rapidamente compensi importanti.
In sintesi, per arrivare a una RAL a sei cifre non basta fare bene il proprio lavoro: bisogna saper scegliere dove, come e su cosa lavorare.
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